Che si viva in città o in aree più remote della nostra Penisola, le calamità naturali o causate dall’uomo possono verificarsi in qualsiasi momento e colpire anche i contesti che riteniamo più sicuri.
Proprio per questo è fondamentale sapere in anticipo chi contattare, per una risposta tempestiva ed efficace, che tuteli la propria incolumità, quella degli altri, degli animali e dell’ambiente circostante.
In questo scenario, la Protezione Civile svolge un ruolo di primaria importanza, ma è bene chiarire fin da subito che non è il primo ente da chiamare.
Oltre al numero di emergenza della Protezione Civile esistono altre strutture e contatti di soccorso dedicati a diversi tipi di pericoli, che è essenziale conoscere per agire nel modo corretto. Ecco una breve guida.
È importante chiarire fin da subito che la Protezione Civile NON rappresenta il primo anello della catena di soccorso. Il suo intervento scatta solo quando le risorse e le competenze delle forze ordinarie – come Vigili del Fuoco, Polizia Locale, Carabinieri e altri servizi d’emergenza – non sono più sufficienti a gestire la situazione.
In condizioni di normalità, nel cosiddetto “tempo di pace”, la Protezione Civile è attiva sul fronte della prevenzione e della pianificazione. Si occupa dell’analisi dei rischi presenti sul territorio, organizza esercitazioni operative, aggiorna le informazioni in suo possesso e verifica che mezzi, materiali e procedure siano sempre pronti a essere impiegati.
Quando si verifica un evento potenzialmente pericoloso, come un’allerta meteo o un incendio di modesta entità, e la situazione è sotto controllo da parte degli enti competenti, la Protezione Civile resta in stand-by, pronta ad attivarsi solo se necessario.
Ma se ci si trova di fronte a una calamità grave, un evento che minaccia seriamente la sicurezza delle persone o provoca danni estesi e non gestibili dai soccorsi ordinari, allora la Protezione Civile viene mobilitata per coordinare le operazioni d’emergenza, fornire assistenza alla popolazione e contribuire al più rapido ritorno alla normalità.
In sintesi, è un’istituzione di supporto e coordinamento, non un servizio di pronto intervento diretto, il cui ruolo diventa essenziale quando le emergenze superano le capacità delle quotidiane squadre d’azione.
In Italia, quindi, prima ancora di chiamare il numero della Protezione Civile, è bene contattare i numeri di soccorso tradizionali. Ecco quali sono:
112, Numero Unico di Emergenza, attivo per qualsiasi tipo di urgenza sanitaria, di pubblica sicurezza, incendio o altro.
115, per i Vigili del Fuoco, da chiamare in caso di incendi, crolli, allagamenti, fughe di gas o altri pericoli immediati.
118, per le emergenze sanitarie (ora dismesso in molte regioni, dove le chiamate sono convogliate al 112). Interviene tempestivamente in caso di malori e incidenti gravi.
113, per la Polizia di Stato, 1515 per la Guardia Forestale, 1530 per il Soccorso in Mare.
Carabinieri. Possono essere contattati attraverso il 112 o direttamente alla stazione locale. Intervengono, insieme alla Polizia di Stato, per l’ordine pubblico, la sicurezza e i reati.
Anche in una provincia come quella di Monza e Brianza, meno soggetta a terremoti o eruzioni vulcaniche, esistono rischi concreti che possono portare all’attivazione della Protezione Civile. Ad esempio:
Contattare direttamente la Protezione Civile ha quindi senso solo quando si è a conoscenza di situazioni non ancora gestite dalle autorità ordinarie o che le stesse non riescono a gestire con i propri mezzi e la propria organizzazione.
In questi casi, e solo dopo aver avvisato i numeri d’emergenza ordinari, è possibile contattare l’O.D.V. Protezione Civile Cesano Maderno per segnalare l’evento e richiedere assistenza o un sopralluogo.
Tuttavia, si ricorda che, per tutte le emergenze immediate, è necessario chiamare prima il 112 in quanto le forze ordinarie di soccorso rappresentano la prima linea d’intervento.